* CARLOS CASTANEDA *

(1925 – 1998)

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CARLOS CASTANEDA BIOGRAFIA

Cenni biografici sul mistero della sua vita. Carlos Castaneda ha scritto i suoi libri magici (il termine “magico” qui non è davvero un eufemismo) nel trentennio che va dal 1968 al 1996. Le sue opere sono caratterizzate da parole semplici e coinvolgenti; egli stesso è protagonista autentico e, spesso, impacciato delle innumerevoli esperienze descritte al fianco del suo benefattore Juan Matus, lo straordinario don Juan. I libri non contengono la biografia dell’autore né foto personali: uno degli “agguati a se stesso” che Carlos Castaneda ha realizzato, infatti, è proprio quello di cancellare la propria storia personale.

Quanto può essere detto di lui, a livello biografico, anche in questa sede, va preso con tutte le riserve del caso. L’intera vita di Carlos Castaneda resta un mistero con tanti interrogativi mai risolti che, del resto, poco contano di fronte all’immensa portata dell’opera scritta che ci ha lasciato.

Quanto può essere detto di lui, a livello biografico, anche in questa sede, va preso con tutte le riserve del caso. L’intera vita di Carlos Castaneda resta un mistero con tanti interrogativi mai risolti che, del resto, poco contano di fronte all’immensa portata dell’opera scritta che ci ha lasciato.

Naturalizzato dagli Stati Uniti dal 1957, si dice che entri all’Università della California di Los Angeles nel 1959, conseguendo la laurea in Arte nel 1962 e il dottorato di Filosofia nel 1970. Di certo la sua prima pubblicazione del 1968, “The Teachings of don Juan” (Gli Insegnamenti di don Juan) lo fa diventare uno dei più noti antropologi al mondo, in quanto i suoi studi sul campo sono davvero straordinari.

Con gli scritti successivi, via via che l’Antropologo Castaneda diventa lo Sciamano Castaneda, la comunità scientifica storce il naso e comincia ad accusarlo di ciarlataneria: i suoi scritti non vengono più visti come il resoconto veritiero di fatti antropologici vissuti al fianco dell’indiano Yaqui Juan Matus, quanto piuttosto come mero frutto del genio creativo di un fantasioso scrittore.

Gli 11 lavori successivi – straordinari libri magici, gustosi come romanzi di alta letteratura, eppure veritieri resoconti di fatti energetici accaduti e sperimentabili – lo rendono famoso in tutto il mondo, non come antropologo, ma come una sorta di guru della new age o come un maestro spirituale; appellativi che – se gliene fosse importato – non lo avrebbero certo trovato d’accordo. Osannato dai suoi fedeli lettori e demonizzato da chiunque fosse infastidito dai suoi scritti, Carlos Castaneda è “ufficialmente” morto di cancro nel 1998.

La notizia della sua morte, che sarebbe avvenuta nell’aprile di quell’anno, si è diffusa con mesi di ritardo e con molte lacune, aumentando ulteriormente il mistero intorno alla sua vita.

“Tramuta tutto in ciò che è veramente: l’Astratto, lo Spirito, il Nagual.
Non c’è stregoneria, né il male, né il diavolo. C’è solo la percezione.”
– Don Juan Matus

Il lavoro di Castaneda è criticato da molti antropologi, soprattutto da quelli specializzati nella cultura Yaqui (eppure la cultura Yaqui c’entra poco o niente con la visione del mondo tolteca ereditata dagli sciamani dell’antico Messico). Anche lo stile di scrittura ha generato dei dubbi. Se infatti i primi libri sembrano dei resoconti di antropologia, da “Il Secondo Anello del Potere” lo stile comincia ad essere più romanzato. Persino l’esistenza di Don Juan è messa in discussione, a causa delle molte contraddizioni nella sua personalità delineata nei vari libri. E poi ci sono molte contraddizioni nella sequenza temporale degli eventi descritti: secondo un certo filone aspramente critico, errori logici o cronologici nella narrazione costituiscono la migliore prova che i libri di Castaneda siano lavori di finzione.

Davvero interessante perché gli sciamani toltechi con l’illusione del tempo lineare ci giocavano come dei ragazzini… Al di là di questo, su un piano maggiormente ordinario, alcuni suggeriscono che Castaneda scrivesse nel tradizionale stile allegorico del narratore etnopoetico, comune a molte culture Indiane native. Nel 1973 fu così popolare che il notissimo magazine Time (Vol. 101 No. 10) gli dedicò un ampio articolo e la copertina. Nel 1997 Castaneda citò in giudizio la sua ex moglie, Margaret Runyan Castaneda per il suo libro A Magical Journey with Carlos Castaneda – Un viaggio magico con Carlos Castaneda (una misteriosa relazione durata sei mesi, probabilmente un buon business per questa signora).

La Cleargreen, gruppo fondato dallo stesso Castaneda, ha affermato in un comunicato stampa che: Carlos Castaneda ha lasciato il mondo nello stesso modo in cui lo fece il suo maestro, Don Juan Matus: con piena consapevolezza. La cognizione del nostro mondo nella vita quotidiana non fornisce una descrizione di un fenomeno come questo. Così, per rimanere nei termini della legalità e nei termini burocratici che il mondo della vita quotidiana richiede, Carlos Castaneda è stato dichiarato essere morto”. (Cleargreen)

Octavio Paz , diplomatico, scrittore messicano, premio Nobel per la letteratura nel 1990, considerato il poeta di lingua spagnola più importante della seconda metà del Novecento, così ha detto: ”Io sono più interessato al lavoro di Castaneda piuttosto che alle storie riguardo la sua personalità. A chi importa se era nato in Brasile o in Perù? A chi importa se egli realmente visse con gli indiani Yaqui, Mazatechi o Huicol? A chi importa se Don Juan e Don Genaro esistettero veramente? Questo è semplicemente “pensare povero”. Ciò di cui io mi interesso è il lavoro di Castaneda: Idee, filosofia, paradigmi, ecc. Se i libri di Castaneda sono fantasia, grandioso, sono i migliori libri di finzione che io abbia mai letto”. (Octavio Paz)

FONTE: http://www.carloscastaneda.it/Carlos-Castaneda.htm

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