* EUGENIO SIRAGUSA *

(1919 – 2006)

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EUGENIO SIRAGUSA BIOGRAFIA

Eugenio Siragusa, nato a Catania il 25 marzo 1919, figlio di una famiglia della media borghesia catanese, ebbe una crescita normale come tutti gli altri bambini, maturando soltanto nel suo interiore dei valori istintivi atti a guidare positivamente gli altri ed esprimendoli spontaneamente.

Dopo aver conseguito la licenza di quinta elementare, all’età di 16 anni si arruolò nella Marina Regia Militare partecipando a due battaglie navali e conseguendo due croci di guerra al valor militare.

Ritornato a vivere nella sua terra natale, si impiegò come daziere presso il Circolo Daziario del Comune di Catania, restandovi sino al 1972, anno in cui ottenne la pensione per il fatto che l’imposta daziaria fu sostituita dall’IVA.

Durante la sua giovinezza il suo spirito fu preparato all’evento che si doveva concretizzare il 25 Marzo del 1952. Egli narra che da giovane, e in particolar modo durante il periodo trascorso in Marina, cominciava a rifiutare qualsiasi forma di ingiustizia e qualsiasi forma di organizzazione militare. Cominciava anche a sentirsi diverso e non si spiegava il motivo. Nell’anno 1951, ad esempio, mentre percorreva una strada della sua città natale, sentì una voce misteriosa che lo chiamava.

La cosa, invece di incutergli timore o stupore, gli procurò gioia interiore. Sempre il quel tempo cominciò ad occuparsi dei problemi che travagliavano l’umanità. Prova ne è il fatto che entrò in contatto epistolare con l’allora presidente degli Stati Uniti, Dwight Eisenhower, anch’egli preoccupato della vita dei bambini di allora, uomini di oggi.

La prima lettera, alla quale ne seguirono altre, gli fu inviata dal presidente il 12 Marzo 1951, un anno prima della sua folgorazione. Tutta una serie di esperienze condussero il suo stato psico-fisico-spirituale allo straordinario avvenimento verificatosi il 25 marzo del 1952.

Nel giorno del compimento del suo 33° anno di età, di mattino presto Eugenio Siragusa si stava recando come al solito al lavoro. Il suo stato d’animo era impermeato di tristezza, ma tutto ciò durò poco, come vedremo.

Stava appoggiato infatti alla ringhiera della strada lungomare di Catania, in attesa dell’arrivo del pullman, con lo sguardo rivolto verso il mare, quando, ad un certo momento, vide in lontananza una “stella” luminosissima avvicinarsi rapidissimamente assumendo una dimensione circa quattro volte quella della luna.

La sua lunga esperienza militare gli fece dedurre che non si trattava di un normale aereo. A quel punto il timore fu grande: pensò addirittura che si volesse sganciare una bomba nucleare sulla stazione di Catania.

Si rannicchiò sotto un pilastro di pietra lavica temendo il peggio, ma la luce misteriosa, che si muoveva alternativamente in sistole e diastole, assunse la forma classica di un disco volante e dal lato inferiore fece partire un raggio luminoso a forma di cono rovesciato che compenetrò completamente la personalità di Eugenio Siragusa.

Da quel momento il suo essere, il suo stato d’animo e il modo di vivere furono completamente mutati: “Non son più quello che ero prima…” dirà poi Eugenio.

A causa di questo insospettato avvenimento, quel giorno non si recò sul proprio posto di lavoro. Cominciò a notare che tutte le cose che lo circondavano, persino le forme geometriche delle case, non erano conformi al suo nuovo stato di adattamento. Ritornò a casa. La moglie e i figli lo trovarono con un’espressione strana e soprattutto restia ai dialoghi familiari, contrariamente al suo normale carattere.

Nei giorni successivi sentì la necessità di scrivere anche perché una voce interiore, chiara ed inequivocabile, lo istruì su concetti cosmici, etici religiosi e scientifici che la sua cultura scolastica non poteva mai permettergli di capire. Nel suo scritto, ad esempio, datato 25 Ottobre 1952, egli spiega concetti ermetici che solo il grande Ermete Trismegisto aveva potuto decifrare. Disegnò papiri, alcuni dei quali lunghi anche sei metri, dove le intelligenze extraterrestri gli spiegavano la metamorfosi dei continenti terrestri nelle varie epoche, sin dalle origini dell’uomo.

Gli riaffiorarono nella mente ricordi delle sue precedenti incarnazioni o delle vite parallele che aveva vissuto nelle varie epoche su questo pianeta. Infatti ricordava di essere stato un iniziato, figlio dei Custodi del Tempio, all’epoca del grande e maestoso regno Atlantideo, scomparso definitivamente circa 12.000 anni fa. Dai suoi scritti si può notare che la preparazione fu lunga, metodica e approfondita e che i concetti che gli venivano trasmessi da una dimensione superiore lo dovevano portare ad affrontare una missione difficilissima ed importante per tutta l’umanità.

Missione che ebbe inizio il 30 Aprile del 1962, dopo dieci anni di preparazione. In questa data intorno alle 21,30, Eugenio Siragusa, trovandosi nella sua abitazione in Corso delle Province, ebbe l’istinto di affacciarsi dalla finestra e in lontananza, in prossimità dell’Etna, vide evoluire un globo luminoso di modeste dimensioni e sparire istantaneamente dietro la figura maestosa del vulcano.

Nella sua mente ebbe chiara l’idea del tanto atteso incontro fisico con gli extraterrestri: idea confermata da alcuni sincronizzatori (mini tracciatori magnetici, di una grandezza media di 50 cm., adibiti a due funzioni: 1 – intercettazione di ogni vibrazione materiale del soggetto; 2 – ponte di collegamento tra intelligenze extraterrestri e intelligenze terrestri) che apparvero nella sua stanza.

Istintivamente scese in strada, salì sulla sua auto, una fiat 600, e si inerpicò su per la montagna fino a 1400 metri di quota. Raggiunse monte Sona-Manfrè. Mentre era alla guida si sentiva guidato da una intelligenza superiore.

Sceso dall’auto iniziò a percorrere un sentiero che lo avrebbe condotto in cima al cratere, ma d’un tratto vide stagliarsi davanti a sé due figure luminose. Nonostante la sua preparazione, l’emozione fu grandissima: sudava abbondantemente e il cuore gli stava per scoppiare. Da anni aspettava spasmodicamente questo momento!

I due esseri, nell’ambiente illuminato perfettamente dal chiarore lunare, avevano sguardo e lineamenti bellissimi. Erano Ashtar Sheran, comandante dei mondi confederati in missione sulla Terra, e il suo luogotenente Ithacar (reggente del pianeta Marte). Avevano un aspetto atletico, perfetto, portavano una tuta grigio-argentea aderentissima con delle strane placche sul petto e dei braccioli luminosi ai polsi e alle caviglie.

L’animo di Eugenio Siragusa ritornò alla normalità, acquisendo una beatitudine indescrivibile dopo che uno dei due gli lanciò, investendolo completamente, un fascio di luce che uscì da un apparecchio sistemato sulla cintura. Rivolgendogli la parola in perfetto italiano gli dissero: “La pace sia con te, figliuolo; ti abbiamo aspettato”. Di seguito gli dettarono un messaggio da comunicare a tutti i capi di stato e a tutti gli organi preposti al governo dei popoli terrestri.

Nel messaggio ci si riferiva alla cessazione immediata di tutti gli esperimenti nucleari sia nel sottosuolo che nell’atmosfera terrestre e inoltre si invitavano alla pace, alla giustizia e alla fratellanza tutti i popoli delle nazioni del pianeta. Da quel giorno di Aprile del 1962, iniziò la vera missione pubblica di Eugenio Siragusa. Il suo compito fu quello di sensibilizzare l’umanità alla Verità e alla presa di coscienza. I fratelli di luce gli comunicarono inoltre che ci sarebbero stati molti altri incontri fisici.

Gli consigliarono pure di mangiare delle mele con il sale per riequilibrare la perdita dei sali avvenuta tramite una sudorazione eccessiva, a causa della forte emozione. Ritornato nella sua automobile, vide fuoriuscire da dentro il cratere il disco che si proiettò nello spazio a grandissima velocità, sempre fluttuando con un movimento di sistole e diastole come nella precedente occasione.

Eugenio Siragusa insieme a pochi altri, è stato pioniere nello studio e nella divulgazione della presenza Extraterrestre sulla terra, ma soprattutto ha mostrato all’umanità l’aspetto spirituale che riveste oggi nel xx° secolo questa visita. E’ conosciuto in tutto il mondo per la sua straordinaria esperienza che ha vissuto da Contattato e stimato per la sua condotta coerente e per i suoi insegnamenti profetici dettati da una Superiore Coscienza . Oggi altri collaboratori portano avanti la sua Opera nell’attesa del compimento degli eventi.

Da molti Eugenio Siragusa è ritenuto un personaggio scomodo perché ha sempre detto la Verità, senza chiedere compenso alcuno, infatti, ha sempre sostenuto l’idea che la verità non si vende. Da molti altri, Eugenio è ritenuto un luminoso esempio da seguire. Egli ha lasciato questo mondo il 27 Agosto 2006 ansioso di proseguire la sua missione sul piano astrale-spirituale. Nel mondo, ovunque, risuona l’eco della sua opera di verità.

SIETE NELLE MANI DI DIO

La Sua legge prevarrà e la Sua giustizia prenderà dimora sulla Terra, affinché le tenebre non abbiano ad oscurare la luce che alita nei cuori e nelle anime dei beati, degli eredi del nuovo regno.

La scelta è stata fatta e prossima è la chiamata. I segni grandiosi e potenti riveleranno a tutti gli uomini della Terra che il giorno tanto atteso giunge con un’alba rosa come il sangue e con lampi di accecante luce.

Chi ha sperato con fede e mansuetudine si rallegri perché è vero che il Signore li visiterà, concedendo ai loro cuori e ai loro spiriti grazie celesti e doni divini. Siete nelle mani di Dio.

Eugenio Siragusa Nicolosi, 31 Maggio 1981

FONTE: http://www.webalice.it/oasis787/ Eugenio.html

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