* OMRAAM  MIKHAEL AIVANHOV *

(1900 – 1986)

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“Gli uomini non possono essere veramente trasformati dai libri; per trasformarsi hanno bisogno di ‘libri vivi’ che li stimolino, li trascinino e li scuotano”.

Il Maestro Omraam Mikhaël Aïvanhov è uno di questi libri meravigliosi, degni di essere letti ogni giorno, testimone di una perfetta coerenza tra pensiero, parole e azioni: la sua stessa vita è un esempio del percorso iniziatico.

L’INFANZIA

Mikhaël Aïvanhov nasce il 31 gennaio 1900 in una famiglia contadina nel villaggio di Serbtzi, in Macedonia.  Durante la sua prima infanzia vive una vita semplice e dura in campagna, a contatto con la natura, sua prima maestra.

La madre Dolia che è il suo primo modello e la prima guida dirà di averlo consacrato a Dio ancor prima di concepirlo. Ella trova sempre le parole e le immagini che possono aiutarlo a controllare le sue effervescenti energie, ripetendogli: “Krivdina do pladnina. Pravdina do veknina” (Ciò che è storto, dura fino a mezzogiorno. Ciò che è retto dura per l’eternità).

Nel 1907 quando, a seguito di sconvolgimenti politici il loro villaggio viene messo a ferro e fuoco, Mikhael e la madre raggiungono il padre a Varna, in Bulgaria. Due anni dopo il padre muore e inizia per loro un periodo di difficoltà e di estreme ristrettezze economiche. Dai 12 anni egli comincia ad essere attratto dai libri sacri, dalla Bibbia, dal Vangelo; Gesù diventa il suo primo grande modello. Si appassiona alle grandi opere della Scienza iniziatica. Verso i 13 anni scopre Buddha. Legge molto e pratica esercizi di respirazione yoga. Verso i 15 anni inizia un assiduo lavoro spirituale. All’età di 16 anni, dopo meditazioni ed esercizi di respirazione, Mikhaël ha un’esperienza mistica che lo segna profondamente: ode la Musica delle sfere.

“Tutto cantava… le stelle, le piante, le pietre, gli alberi, tutto cantava in un’armonia così grandiosa, così sublime che il mio essere si dilatava a tal punto che ho avuto paura di morire. Auguro a tutti voi di sentire, anche solo per qualche secondo, ciò che io stesso ho sentito, perché possiate avere una misura, un’idea di cosa è la vera musica” Conferenza del 19-4-1945

L’INCONTRO CON IL MAESTRO PETER DEUNOV

Nel 1917 a Varna, sulle rive del Mar Nero, avviene l’incontro con il Maestro Peter Deunov (Beïnsa Douno). E’ per Mikhaël l’inizio di una nuova vita. Da anni desiderava trovare una vera guida. Adesso tutto ciò che ha scoperto e messo in pratica da solo viene confermato ed equilibrato dall’insegnamento del suo Maestro.

Di Deunov dirà: “Il suo viso, la sua luce, la pace che emanava da lui, la leggerezza dei suoi gesti, del suo incedere, il suo modo di parlare, il suo sguardo, il suo sorriso… tutto proveniva da un altro mondo.” “In tutto il suo essere si percepiva questo lungo lavoro degli Iniziati e dei Maestri, lavoro di pazienza, di tenacia, di nobiltà e di disinteresse. Un mondo immenso a causa della sua profondità, della sua ricchezza e della sua bellezza: ecco cosa ha portato il Maestro.”

Peter Deunov (1864 – 1944) nato vicino a Varna, figlio di un pope ortodosso, studia teologia e medicina negli Stati Uniti. Rientrato in Bulgaria passa anni di ritiro e di pratica spirituale. Nel 1886 pubblica il suo primo libro “Scienza ed educazione”, cui ne seguiranno numerosi altri. Il suo vasto Insegnamento approfondisce l’aspetto mistico ed esoterico del cristianesimo. Dal 1900, anno in cui fonda la Fratellanza Bianca in Bulgaria, viaggia per tutto il paese insegnando. Si stabilisce infine a Sofia, dove intorno a lui cresce una comunità che arriverà a contare circa 40.000 discepoli.
Aïvanhov vive per 20 anni vicino al suo Maestro, e durante questo periodo termina gli studi di pedagogia e lavora come insegnante e direttore in una scuola.

Ecco alcune delle rivelazioni che Peter Deunov farà al suo discepolo: “Devi sapere che lassù eri libero. Prima di incarnarti hai firmato un contratto davanti a una grande assemblea, davanti ai più grandi Spiriti. Hai accettato di compiere un lavoro quaggiù e lo devi compiere”.

Ed ancora: “In una precedente incarnazione in India, hai scritto dei libri e il mondo intero si è istruito con essi”. “Sei venuto per testimoniare la Verità”.

Nel 1937, due anni prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, prevedendo gli sconvolgimenti che sarebbero accaduti, Peter Deunov incarica Fratello Mikhaël di “portare la fiaccola” del suo Insegnamento in Francia. Egli lascia tutto per compiere la missione affidatagli. Prima della sua partenza per la Francia, Deunov gli rivela: “Ti affido una pietra preziosa di enorme, inestimabile valore, ma siccome dovrai passare per una grande foresta infestata da briganti e belve feroci, questa pietra dovrà essere sporcata per non essere riconosciuta. Dei briganti si getteranno su di te e cercheranno di rubartela, ma non trovando niente di prezioso, finiranno per lasciarti tranquillo. Quando avrai attraversato quella grande foresta pericolosa, io sarò con te per lavare la pietra che brillerà di uno splendore senza pari”.

La realtà in seguito confermerà appieno questa predizione.

VIAGGIO IN INDIA (1959 – 1960)

Nel corso dei tre mesi che precedono il suo viaggio in India, degli avvenimenti fecero profonda impressione sull’insieme della Fratellanza. Un giorno, sviluppando una foto scattata durante la meditazione, dopo il pranzo, un fratello scorge sopra la testa di Fratello Mikhaël il simbolo kabalistico dello “Shin” che rappresenta in verticale il principio maschile e in orizzontale il principio femminile. Questo simbolo appare a tre riprese su alcune fotografie. Il fenomeno poteva essere attribuito a riflessi di luce, se non fosse per l’impressionante perfezione della forma sacra dello “Shin”. Dal libro di Louise Marie Frenette “Omraam Mikhaël Aïvanhov: Il cammino della luce”, Edizioni Mediterranee

L’11 febbraio 1959, Fratello Mikhaël parte per un viaggio di un anno in India. Questo viaggio rappresenterà una svolta nella sua vita. Visita vari ashrams e incontra diversi Maestri spirituali.

A Tiruvanamalaï, i discepoli di Ramana Maharshi, uno dei più grandi saggi dell’India moderna, lo accolgono calorosamente.

A Calcutta incontra Mâ Ananda Moyi, nella quale riconosce la manifestazione della Madre Divina.

Si reca a Rishikesh dove incontra Shivananda.

Vicino a Bombay, fa visita a Bhagavan Nityananda, Maestro di Swami Muktananda. Vedendo Aïvanhov, questi entra in profonda meditazione. Quando riapre gli occhi, pronuncia in inglese le seguenti parole: “Un cuore puro, la pace nella sua anima, e tutti i poteri gli sono dati”.

L’incontro più importante avviene presso Almora con Nim Karoli Baba. Ne parlerà, con grande devozione, come di un essere eccezionale. Lo stesso Babaji presentava Aïvanhov ai suoi discepoli così: “Il sadhu francese… uno yogi e un grande santo”.

Sempre ad Almora conosce e stringe una profonda amicizia con il Lama Anagarika Govinda.

In India gli viene dato il nome spirituale di “Omraam”: “Quel nome – commenta Georg Feuerstein – è composto da Om e Raam, due mantra ben conosciuti in India e che sono due parole sanscrite cariche di poteri”.

Egli spiegava così il senso iniziatico del suo nome: “Il mio nuovo nome è Omraam Mikhaël. “Om”: questo suono disgrega tutto ciò che è negativo; corrisponde al “Solve” della Scienza iniziatica. “Solve” rimanda le cose alla sorgente trasformandole in luce. Il suono “Raam” con le sue vibrazioni ha il potere di condensare, di coagulare le cose divine e renderle palpabili: è il “Coagula”. Dunque in questo nome si trovano riuniti i due processi “Solve e Coagula”.

IL MAESTRO SPIRITUALE (1960 – 1986)

Al suo ritorno a Parigi, i discepoli venuti ad accoglierlo non lo riconoscono quasi più tanto è cambiato. La sua somiglianza con Peter Deunov è impressionante. Spontaneamente iniziano a chiamarlo “Maestro” e non più “Fratello”. Dalle sue parole: “Un vero Maestro non vi dirà mai che è un Maestro, mai. Lascerà che siate voi a sentirlo e a comprenderlo; non ha fretta di venire riconosciuto.”  E ancora: “Un vero Maestro è qualcuno che conosce la verità, che comprende perfettamente le leggi e i principi dell’esistenza e li rispetta. Possiede anche la volontà e la capacità di dominare il proprio mondo interiore e di utilizzare quella padronanza di sé con l’unico scopo di “manifestare tutte le qualità e le virtù dell’amore disinteressato”.

Secondo Omraam Mikhaël Aïvanhov, l’amore disinteressato, non egoistico, nel nostro Universo ha la sua più alta espressione nel Sole.

Egli aggiunge: “L’ideale del discepolo è liberarsi da ogni limitazione e sormontare tutti gli ostacoli, per diventare come la luce.”

Negli anni che seguono il suo ritorno dall’India e sino al 1985, Omraam Mikhaël Aïvanhov tiene, sempre gratuitamente, migliaia di conferenze nei Centri della Fratellanza in Francia, Svizzera, Canada e in numerosi altri paesi. Fino alla fine continua a lavorare per diffondere la Luce dell’Insegnamento e per richiamare le coscienze a lavorare per la venuta del Regno di Dio sulla Terra.

Dagli anni ’70 la casa editrice Prosveta pubblica i libri tratti dalle sue conferenze.

Il Maestro Omraam Mikhaël Aïvanhov ha lasciato questo mondo il 25 Dicembre 1986 al Bonfin, Frejus-Francia.

Fonte: http://blog.libero.it/ALFACOSMOS/7734639.html

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