* PIOTR DEMIANOVICH OUSPENSKY *

(1878 – 1947)

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PIOTR DEMIANOVICH OUSPENSKY BIOGRAFIA

Piotr Demianovich Ouspensky, nacque a Mosca il 5 Marzo 1878 e morì il 2 Ottobre 1947, a Lyne Place, Surrey, Inghilterra. È stato un filosofo Russo di fondamentale importanza nella storia dell ‘900, riguardo gli studi inerenti le possibilità di sviluppo dell’essere umano. È possibile affermare che i pensieri trasmessi da Ouspensky possono essere considerati come veri precursori ideologici per quanto riguarda lo studio e l’approfondimento di alcuni passaggi chiave nelle discipline filosofiche e fenomenologiche-comportamentali del XX secolo. Nato e cresciuto a Mosca da una famiglia del ceto borghese abbastanza benestante, ha rifiutato fin da giovanissimo, la convenzionale carriera accademica, decidendo altresì di intraprendere il prima possibile la strada del lavoro. Iniziò così a scrivere giovanissimo, dedicandosi principalmente all’attività di giornalista, collaborando con molti giornali e riviste moscovite dell’epoca.

La sua ricerca combinava una vocazione mistica al pensiero analitico e psicologico, le sue teorie sono state improntate nell’approfondire lo studio e l’apprendimento volto a raggiungere le più elevate dimensione dell’esistenza umana. Dall’età di 18 anni Ouspensky sentì la necessità di raggiungere “la Grande Conoscenza”, e questo divenne lo scopo della sua vita. Iniziò così a scrivere e a viaggiare in Russia, in Oriente e in Europa. Nel 1907 scoprì la letteratura teosofica di cui scrisse: “Produsse in me una forte impressione anche se, vedendo la sua parte debole, mi resi conto che non aveva futuro, ma mi aprì le porte ad un nuovo grande mondo. Scoprii le idee dell’esoterismo e ricevetti un impulso per lo studio delle “dimensioni superiori”

Fu particolarmente interessato ed affascinato anche nell’indagare la complessità e l’ “incertezza” legata alla percezione della quarta dimensione, il Tempo. Risale proprio al 1909 la sua prima pubblicazione intitolata appunto “La quarta dimensione”, dove esplora gli approcci presi in essere dal fisico e matematico Charles H. Hinton, e cerca di approfondire ed analizzare alcuni punti di vista trattati da Albert Einstein nella “Teoria della Relatività”.

Sempre nel 1909 Ouspensky si trasferì Da Mosca a S. Pietroburgo dove si dedicò allo studio dei Tarocchi e della letteratura Indù, iniziando ad affacciarsi alle teorie riguardanti il possibile sviluppo dell’uomo, argomento sul quale si esibì in alcune letture pubbliche. Un saggio sui tarocchi fu pubblicato nel 1913, ma in questo periodo il maggior lavoro di Ouspensky fu la stesura del “Tertium Organum” pubblicato nel 1912. In questo lavoro Ouspensky indossa simultaneamente le vesti di un matematico ed un mistico. Con la fredda logica dell’uno e la visione ispirata dell’altro da vita ad una elaborazione filosofica basata sul concetto matematico noto comunemente come Quarta Dimensione. Su tale concetto Ouspensky innalza un ponte tra il razionalismo occidentale e il misticismo orientale, opera ed analisi che prima di lui nessuno, almeno in Europa aveva convincentemente realizzato.

Dopo la pubblicazione del “Tertium Organum” Ouspensky riprese a viaggiare in oriente e trovò in India e a Ceylon scuole molto interessanti, ma che non avevano ciò che lui cercava. Le sue ricerche furono interrotte dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale nell’agosto del 1913, fece ritorno a S. Pietroburgo nel Novembre del 1914.

Risalgono a questo periodo, dopo i pellegrinaggi in Oriente ed in India, altri due lavori molto importanti che possono servire a farci capire quanto il filosofo russo si fosse già avvicinato a determinati concetti ed idee riguardanti le possibilità di sviluppo inerenti le capacità contenute dall’essere umano. Risale al 1914 il libro “Colloqui con un Diavolo”, l`opera contiene due racconti, o «allegorie metafisiche», scritti da Ouspensky per render nota la sua convinzione che l`errore principale dell`uomo consiste nel credere che il mondo materiale sia l`unica realtà.

Le novelle di questo libro esaminano vari problemi che Ouspensky reputava fondamentali. Il principale è quello del «male consapevole», il filosofo moscovita era profondamente convinto che il male è sonno, meccanicità e assenza di intenzione, cose delle quali siamo indirettamente responsabili, perché è in nostro potere non “dormire” e non “essere meccanici”. Sempre in questo periodo Ouspensky inizia a lavorare ad un altro libro che si rivelerà di fondamentale importanza per la sua ricerca intellettiva, “Un nuovo modello dell’ Universo”, concluso e pubblicato nel 1931. Nel 1915 diede pubbliche letture a San Pietroburgo dei suoi viaggi in India e Ceylon, alle sue audizioni de “Il Problema della Morte” e “In Cerca del Miracoloso” erano presenti più di mille persone. Accadde in questo periodo della vita del filosofo russo un avvenimento che sarà decisivo per il suo percorso esistenziale e conoscitivo. Ripeté infatti, sempre nello stesso anno, le letture a Mosca, dove due ascoltatori, immersi fra il pubblico presente, gli dissero che facevano parte di un gruppo di studio, impiegato in ricerche “occulte” sotto la guida di un uomo, un maestro proveniente dalla zona caucasica della Russia con origini greche, chiamato Georges Ivanovic Gurdijeff.

Ouspensky fu colto subito da grande interesse, e di lì a breve si recò a Mosca pronto ad incontrare la persona che gli avrebbe cambiato la vita. Descrive questo incontro con Gurdjieff nel primo capitolo di “Frammenti di un Insegnamento Sconosciuto”, pubblicato postumo nel 1949, e che ha il grande onore di essere il primo libro divulgatore diretto delle idee del Sistema della Quarta Via, riportando alcune delle conversazioni tenutesi fra di loro e descrivendo con grande abilità letteraria, le “magnetiche” impressioni ed emozioni che il maestro Gurdijeff seppe trasmettergli fin da subito. Ouspensky mise a fuoco quasi immediatamente che Gurdjieff rappresentava ciò che aveva cercato in oriente ed India, ma che non aveva trovato, infatti capì che Gurdjieff era dotato di una “conoscenza superiore”, e stava creando una scuola di pensiero filosofico, legata allo studio ed all’acquisizione dei principi, contenuti in un determinato “Sistema”, volto a cercare lo sviluppo delle innate possibilità cui l’essere umano potrebbe avvalersi, ma che la natura ha fatto sì di nascondere.

Ouspensky giunse così nel 1915 all’incontro con Gurdjieff, dopo un cammino già abbastanza intenso speso alla ricerca della “verità”. L’ incontro tra i due si rivelò essere come l’assemblamento di due estremi: il primo Ouspensky, eminente scrittore, giornalista, artista e filosofo, che aveva cercato nelle vesti di cosmopolita le strade e le direzioni da seguire per cercare di capire i misteri dell’essere; l’altro, l’inconoscibile, misterioso, dogmatico, eclettico e forse anche un po’ magico signor Gurdjieff, con la sua carnagione scura e gli occhi penetranti.

Gurdjieff annunciò subito al filosofo russo di essere in possesso di una conoscenza esoterica riguardante una “sfera superiore”, ma quest’ultimo prima di entrare nel gruppo di Gurdjieff, chiarì che, nella sua veste di scrittore, avrebbe voluto essere lasciato libero di decidere cosa scrivere e cosa non scrivere, non poteva promettere di mantenere il segreto delle idee che avrebbe imparato da Gurdjieff, in più, avendo lavorato per molti anni su idee esoteriche, vedeva molto difficile separare ciò che Gurdjieff insegnava da ciò che già sapeva. L’accordo fra loro fu che Ouspensky non avrebbe scritto ciò che non comprendeva.

Qualche tempo dopo Ouspensky rivelò così la base motivazionale che lo aveva spinto a seguire il lavoro del maestro greco-armeno Gurdjieff: “Ben presto ho iniziato a capire che avevo trovato un modo completamente nuovo di pensare che ha superato tutto ciò che avevo trovato fino ad oggi. Il nuovo sistema ha gettato una nuova luce sulla psicologia e spiegato ciò che per me era stato inspiegabile fino ad ora, soprattutto riguardo i flussi di conoscenza in campo esoterico “.

Iniziò così un periodo denso e carico di impegno per Ouspensky, il lavoro con il maestro Gurdjieff non era certo facile data anche la situazione socio-politica della Russia in quegli anni. Tuttavia Ouspensky entrò a pieno titolo nel gruppo di studio del maestro, si calò nell’apprendimento e nello sviluppo delle teorie e dei principi contenuti nel Sistema divulgato da Gurdjieff, e contribuì anche a formare un gruppo di allievi a S. Pietroburgo, la città dove risiedeva, sempre ovviamente sotto la guida del maestro armeno. Nel mese d’agosto del 1916, è da registrarsi forse, la più intensa esperienza vissuta da Ouspensky come allievo di Gurdjieff. I due infatti, insieme ad altri quattro o cinque allievi si trovavano in Finlandia, nella regione della Dacha, e qui Gurdjieff indusse Ouspensky in una intensa esperienza mistica, solcando le strade della telepatia e della telecinesi; questa sublime condivisione sensoriale segnò forse l’apogeo del rapporto fra i due filosofi.

I due anni a seguire, il 1916 ed il 1917 non furono facili per Ouspensky, Gurdjieff aveva lasciato la Russia rifugiandosi ad Essentuki nel Caucaso, ed egli cercò di portare avanti l’insegnamento del maestro armeno malgrado la sua lontananza, con i gruppi di S. Pietroburgo e Mosca.

Arrivò così un altro momento decisivo nella vita di Ouspensky, quello cioè relativo alla rottura del rapporto con Gurdjieff. Le fonti storiche e le notizie arrivate fino a noi, non sono sufficientemente chiare ed esplicative da permettere di asserire in maniera certa e sicura su quali furono i motivi e le incomprensioni che determinarono l’allontanamento di Ouspensky da Gurdjieff, una cosa è però certa, ed è quella che dopo tre anni di rapporto molto intenso, basato su una estesa condivisione disciplinare, e regolato dai più alti canoni di chiarezza in merito alla classica concezione di complementarietà che può esserci tra allievo e maestro, all’inizio del 1918, quando i due si ritrovarono insieme ad Essentuki, Ouspensky capì che qualcosa, e qui non ci è dato sapere con precisione che cosa, nell’insegnamento di Gurdjieff era cambiato; fatto sta che questo comportava nella concezione del filosofo russo un allontanamento psicologico, un non riconoscersi più totalmente nella via proposta dal maestro.

Ouspensky vide chiaramente i cambiamenti nella natura dell’insegnamento di Gurdjieff. Prima di incontrare Gurdjieff, Ouspensky conosceva già profondamente i principi e le regole delle scuole esoteriche e comprendeva che se un allievo è in disaccordo con il suo maestro, resta solo una cosa per lui da fare, andarsene. Ouspensky si trasferì in una casa separata ad Essentuki e riprese i lavori ai suoi libri.

Una testimonianza delle ragioni che lo portò ad abbandonare Gurdjieff è riportata in una trascrizione di un incontro tenutosi a Londra il 13 Ottobre 1937: “Quando incontrai Gurdjieff incominciai a lavorare con lui sulle basi di certi principi che potevo comprendere e accettare. Gurdjieff ci disse: ”Per prima cosa tutti voi non dovete credere a nulla, e secondo non dovete fare nulla che non comprendete”. Io lo accettai per questi principi. Poi dopo due o tre anni lo vidi andare contro questi principi. Chiedeva alle persone di accettare ciò in cui non credevano e di fare quello che non comprendevano. Del perché questo accadde non pretendo di avere una ragione.”

In un primo momento i rapporti tra i due non si interruppero totalmente, crocevia importante nel percorso esistenziale di Ouspensky fu l’approdo a Costantinopoli, nel 1919. Qui istituì il primo gruppo di lavoro indipendente, conobbe un intellettuale che sarebbe diventato poi suo allievo, e che avrebbe avuto modo di raggiungere alti livelli letterali nel corso del ‘900, J.G. Bennett, e per la prima volta inoltre indossò le vesti di divulgatore autonomo delle idee del Sistema della Quarta Via. Nel 1920 sempre nella regione europea della capitale Turca, incontrò di nuovo Gurdjieff, sembrò qui che tra i due ci potesse essere una completa riconciliazione visto che proprio in uno di questi incontri Gurdjieff dette ad Ouspensky il benestare per poter pubblicare, e così diffondere, le idee dei suoi insegnamenti, ma questo non avvenne.

Così nel 1921 Ouspensky mise in atto un progetto al quale stava pensando già dal suo arrivo a Costantinopoli, ovvero partire alla volta dell’Inghilterra, Londra. La scelta dell’Inghilterra era dovuta al fatto che una delle sue prime pubblicazioni “Il simbolismo dei Tarocchi”, era già stato pubblicato in inglese, ma soprattutto nel 1920 aveva riscosso un grande successo la pubblicazione nella stessa lingua di “Tertium Organum”, inoltre Ouspensky contava alcune amicizie importanti all’interno di alcuni rinomati circoli letterari londinesi, come AR. Orage, editore di “The new Age”, e Lady Rothermere, inoltre pensava vivamente che l’Inghilterra sarebbe stata l’unica nazione in grado di ospitare, da un punto psicologico-culturale, le idee ed i principi del Sistema della Quarta Via. Proprio grazie all’aiuto delle sue amicizie, Ouspensky dal 1920 al 1923 iniziò a lavorare al Sistema nei pressi di Londra, dando vita ad un sostanzioso gruppo di studio, e creandosi innumerevoli contatti negli ambienti culturali della città.

In questo periodo continuava a coltivare rapporti con il suo vecchio maestro Gurdjieff, il quale a sua volta si era stabilito nel cuore dell’Europa, in Francia, aprendo nel 1922, aiutato dallo stesso Ouspensky, la “Scuola dello sviluppo armonioso dell’uomo”, presso il “Prieurè” di Fontainebleau . Nel 1924 Gurdjieff invitò Ouspensky presso la sua scuola chiedendogli anche se fosse disposto a prendervi parte in pianta stabile, Ouspensky trovò il lavoro dell’Istituto molto interessante ma non accettò l’invito di Gurdjieff a trasferirvisi perché non comprendeva più la direzione del lavoro del maestro e percepiva elementi di instabilità nell’organizzazione. Era al “Prieurè” nel Gennaio del 1924 quando Gurdjieff con alcuni allievi partì alla volta degli Stati Uniti, il che ricordò ad Ouspensky l'”incrinatura” avvenuta fra i due ad Essentuki nel 1918. Al suo ritorno in Inghilterra annunciò che da quel momento il suo lavoro si sarebbe svolto in maniera totalmente indipendente, e che nessuno dei suoi allievi avrebbe dovuto avere contatti con il maestro Gurdjieff e con nessuno dei suoi seguaci.

A questa completa e definitiva rottura tra i due, Ouspensky reagì lasciandosi sopraffare da uno stato di depressione, aggravato anche dal fatto che la moglie, Madame Ouspensky, decise in un primo momento di restare al Priorato Gurdjieffiano, non seguendo il marito in Gran Bretagna, questo gli impedì di proseguire omogeneamente il suo lavoro di ricerca della consapevolezza nella coscienza umana, per diverso tempo. Tuttavia le attività di studio e di scrittura del raffinato intellettuale moscovita non cessarono, anzi , dal 1926 al 1929 si dedicò prevalentemente al tema della “Eterna Ricorrenza”, scrisse infatti a riguardo, il libro “La strana vita di Ivan Osokin”, pubblicato nel 1947. Nel 1928, in seguito ad una intensa serie di lettere, Madame Ouspensky decise di lasciare Gurdjieff e ricongiungersi in Inghilterra con il marito, questo insieme alla pubblicazione di un “Nuovo Modello dell’universo”, avvenuta nel 1931 dette un nuovo notevolissimo impulso agli studi di Ouspensky contribuendo a fargli allargare i suoi gruppi di studio, permettendogli così di proseguire intensamente nella divulgazione e nell’insegnamento del Sistema della Quarta Via. In ”Un nuovo modello dell’ universo” Ouspensky esamina alcune delle scuole tradizionali di pensiero, appartenenti alle aree culturali sia dell`Oriente che dell`Occidente creando un collegamento alle idee nuove e moderne.

Egli le spiega alla luce delle recenti scoperte e ricerche nel mondo delle scienze fisiche e filosofiche. In un`ampia disamina comparata, il filosofo tratta della relatività temporale, della quarta dimensione, del simbolismo cristiano, dei Tarocchi, dei sogni, estendendo i suoi interessi fino allo yoga, l`ipnosi, il mito dell`eterno ritorno e varie teorie riguardanti le evoluzioni dei processi psicologici. Il testo tradotto subito in inglese, ebbe un consistente successo, soprattutto negli Stati Uniti, paese dal quale diversi studiosi ed intellettuali partirono al fine di diventare allievi di Ouspensky in Inghilterra. Risale sempre al 1931, la data in cui per l’ultima volta nella loro vita, Piotr Demianovich Ouspensky, e Georges Ivanovich Gurdjieff, si incontrarono faccia a faccia. Avvenne al “Cafè Enrico IV” di Fontainebleau, i due si parlarono e si confrontarono su alcuni punti di vista, e soprattutto Ouspensky espresse a Gurdjieff il pensiero secondo il quale, per arrivare ad un livello di conoscenza tale da poter cambiare il proprio livello di essere, è necessario stare a contatto, e quindi trovare una “fonte superiore”, senza la quale il lavoro, così come è conosciuto è destinato a rimanere incompleto. Gurdjieff non offrì però una risposta molto esplicativa a riguardo e lasciò Ouspensky con i suoi dubbi; dubbi inerenti a questa necessità di trovare una fonte superiore, per completare l’effettivo sviluppo della coscienza umana, che avrebbero accompagnato lo studioso russo fino alla morte.

Nel 1935 grazie anche al contribuito di alcuni di suoi allievi Ouspensky insieme con la moglie, riuscì ad acquistare la sua residenza più famosa, quella nella quale sarebbe passato a miglior vita, la sede ed il centro dei sui ultimi anni di lavoro. La residenza di “Lyne Place”, a Virginia Water, ventitré miglia a sud-ovest di Londra, era una imponente “Regency House”, con quasi cento ettari di terreni agricoli; qui aveva la possibilità di riunire i gruppi dei suoi allievi, dare letture, organizzare riunioni e portare avanti l’ insegnamento nelle migliori condizioni. Lyne Place, divenne in poco tempo un punto di riferimento importante, sede di pellegrinaggio di molti ricercatori ed uomini di cultura, uno su tutti che in quel periodo era solito far visita ad Ouspensky, fu Aldous huxley. Nel 1936 alcuni allievi del filosofo moscovita iniziarono a muovere i primi passi verso la strada del successo intellettuale, i nomi più importanti che in quel periodo si distinsero furono Rodney Collin Smith, Robert S. De Ropp, e la giovane scrittrice di origine russe ma inglese, Marie Seton.

Gli anni 1937-38 furono densi di impegni per Ouspensky, infatti le sue letture presso l’ “Università di Warwic” attirarono periodo dopo periodo un numero di interessati sempre maggiore, dotti e critici letterali ne attingevano gli stimoli per concretizzare le loro ispirazioni. Scrittori come Gerald Heard e Denis Hearly, in quel periodo furono notevolmente influenzati da Ouspensky.

Nel 1938 comprò una casa più grande a Londra, questa aveva uno studio che poteva contenere circa 300 persone. Gli fu possibile così la fondazione della “Società Storica Psicologica” (“Hysorical Psycological Society”), che dette una forma esterna al suo lavoro. L’obiettivo dell’organizzazione della Società fu espresso in un documento scritto da Ouspensky: “Il Sistema ha bisogno di lavoratori. Non ci sono idee o pensieri che non richiedono ed ammettano futuri sviluppi ed elaborazioni. Ma c’è una gran difficoltà nel modo di preparare le persone per questo lavoro, perché un ordinario studio intellettuale del sistema è insufficiente; e ci sono poche persone che accettano altri metodi di studio e che possono essere allo stesso tempo capaci di lavorare con questi metodi.”

In seguito sviluppando l’obiettivo della “Società Storica Psicologica”, Ouspensky avrebbe indicato la direzione da seguire per la continuità del sistema, solcando determinate linee guida, tra le quali: “Lo studio dei problemi dell’evoluzione dell’uomo ed in particolare l’idea dello psico-trasformismo. Lo studio delle scuole psicologiche nei differenti periodi storici, in differenti nazioni, e lo studio della loro influenza sulla morale e sullo sviluppo intellettuale dell’umanità. Un’investigazione pratica dei metodi di studio di Sé e sviluppo di Sé in accordo ai metodi e ai principi delle scuole psicologiche. La ricerca di testimonianze nella storia delle religioni, filosofia, scienza ed arte con lo scopo di stabilire la loro comune origine, dove questo fosse possibile, e i differenti livelli psicologici di ognuna di esse”.

Il 13 ottobre 1938 tenne la sua ultima lettura presso i giardini della Università di Warwic. Il tre settembre 1939, L’ Inghilterra dichiarò guerra alla Germania, così Ouspensky si vide costretto ad iniziare a pensare che forse sarebbe stato meglio lasciare il paese, al fine di salvaguardare la possibilità di continuazione del lavoro. Non lasciò tuttavia subito la Gran Bretagna, continuò nella sua vita a Lyne Place, per circa due anni, fino a quando il 31 settembre 1941 non ritenne opportuno salpare alla volta degli Stati Uniti, al fine di salvaguardare la possibile trasmissione del Lavoro, e per cercare di allargare il proprio raggio d’azione nella divulgazione del Sistema anche nel “Nuovo Mondo”. A Lyne Place rimase un gruppo di allievi fedeli che continuarono nello sviluppo dei temi della Quarta Via.

Negli Stati uniti rimase per circa cinque anni, cercando di promuovere e di diffondere i suoi studi. Ormai però il grande pensatore russo aveva perso l’entusiasmo che lo aveva accompagnato negli anni precedenti della sua vita. L’idea che il Sistema della Quarta Via fosse per certi versi incompleto, lo aveva portato ad un livello tale di tormento ed ossessione, che anche nei suoi ultimi insegnamenti si potevano riscontrare evidenti segni di una languida rassegnazione, data dalla progressiva ed ormai solidificata idea presente nella sua mente, per la quale era necessaria la presenza di una così detta “fonte superiore”, altrimenti il Sistema nella sua forma conosciuta non sarebbe potuto essere completo, ai fini di farci arrivare a capire la strada da percorrere per trovare stati di consapevolezza interiore più elevati. Tuttavia negli anni trascorsi negli Stati Uniti tenne pubbliche conferenze in diversi importanti città, tra le quali New York.

Pochi membri dei gruppi londinesi si trasferirono in America durante la guerra alcuni riuscirono a far visita a Ouspensky dopo la guerra, ma Ouspensky non aveva, nella sua visione, finito il lavoro con i gruppi Inglesi; sentiva che dovevano sentirsi “liberi” dal Sistema e cercare la verità attraverso i loro propri metodi. Anche se già molto ammalato, Ouspensky ritornò in Inghilterra all’inizio del 1947. Il clima era freddo e tutto era ancora razionato. Lo sforzo di quelli che lo volevano e ne aspettavano il ritorno fu grande, ed Ouspensky fu in grado di dirigere 6 incontri.

Pochi, se non nessuno, del gruppo prima della guerra avevano compreso che il Lavoro così come lo conoscevano non sarebbe potuto continuare senza Ouspensky stesso, e quando gli venne detto da Ouspensky che erano liberi di seguire i loro scopi e le loro idee in qualunque direzione individuale desiderassero, fu necessario molto coraggio da parte dei sui allievi accettare questa decisione. Il significato della vita di Ouspensky fu quello di insegnare il Sistema e la sua organizzazione del Lavoro. Dove e come ciò, trovasse origine nella sua consapevolezza, è un mistero insondabile. Ognuno può comprendere che il Sistema non può essere appreso dai libri, ma che una scuola è necessaria; e una scuola dipende da un maestro il cui livello d’essere, conoscenza, e comprensione è differente da quella dei suoi allievi, Ouspensky disse che il suo Sistema era differente da tutti gli altri sistemi “nell’insegnare il cambiamento di livello d’essere”, e che ogni cosa dipende da quello.

Ad Ouspensky fu spesso domandato se il passaggio delle idee del Sistema nella corrente generale delle conoscenze umane avrebbe potuto essere utile all’umanità e aiutare la scuola, a questa domanda rispose ad un incontro il 4 ottobre 1937: “Questo accadrà da se, non c’è ragione per noi di preoccuparci di questo. Le idee si diffonderanno forse durante la nostra vita, forse dopo. Molte di esse entreranno nel linguaggio scientifico e filosofico, ma esse entreranno nella forma sbagliata. Non ci sarà la giusta distinzione fra fare e accadere, e molte idee del pensiero ordinario saranno mescolate a queste idee; quindi esse non saranno le idee come le conosciamo adesso, solo le parole saranno simili. Se non comprendete questo perderete questa Via.”

Nel suo diario, R. Collins, ricorda: “Per quanto riguarda il primo ottobre 1947 lo trovammo completamente vestito sul pianerottolo della sua residenza di Lyne Place. Prese il suo posto sul divano e invitò tutti a sedere in torno a lui. Egli indossava gli occhiali, anche se, per una volta, non sembrava averne bisogno, infatti guardò tutti con grande benevolenza ed incredibile intensità … gradualmente un profondo senso di comunanza avvolse tutti i presenti. Era chiaro che la sua fine era vicina, ma questo fu uno straordinario momento di pace e di unità.

Morì il giorno successivo. La bara fu deposta su un carro ed il suo corpo trasportato alla chiesa del villaggio di Lyne, dove con un semplice servizio si svolse la celebrazione della sepoltura, alla presenza di alcuni suoi fedeli allievi. Ouspensky è morto come aveva sempre voluto vivere: anonimo”.

È grande il contributo che ci ha lasciato, nei suoi lavori possiamo ritrovare idee e principii affrontati nelle più disparate discipline, dalla matematica, alla metafisica, alla teosofia, per non parlare di psicologia e filosofia. I suoi insegnamenti sono presi come campi di studio ed approfondimento anche nelle attività teatrali, e talvolta in alcuni settori riguardanti l’esoterismo occidentale e lo yoga.

Ouspensky era solito ricordare alle persone che partecipavano ai suoi incontri che non c’era garanzia che avrebbero trovato quello che stavano cercando o che avrebbero avuto i risultati che si aspettavano. Metteva in guardia che c’erano grandi pericoli e rischi nel cammino della Quarta Via, perché questo particolare sistema lascia all’uomo molte libertà e che la coscienza e la volontà non possono essere create da un sistema restrittivo. A chi desiderava diventare un nuovo studente, era detto che nulla di quello che era insegnato avrebbe dovuto essere divulgato a nessuno, neppure alle famiglie o agli amici, non c’erano pagamenti, e dovevano essere ascoltate almeno cinque letture prima di sapere se si desiderava continuare il lavoro. Durante gli incontri una grande quantità di domande erano poste, e potevano spaziare su tutti i campi della condizione in cui versa l’esistenza dell’ essere umano.

La sua vita ed il suo impegno riguardo alla diffusione ed alla divulgazione dell’insegnamento ricevuto da Gurdjieff, ha fatto sì, che forse, l’eco del suo incredibile intelletto e della sua sapienza, sia arrivato ai giorni nostri quantomeno celato del reale valore che ne conviene, distorto da qualche strumentalizzazione del caso, e talvolta non approfondito a sufficienza per quanto il Pensatore di Mosca votato alla ricerca della Grande Verità, nella sua vita abbia realmente perseguito.

Le carte di Piotr Demianovich Ouspensky sono tenute nell’archivio della Yale University

Bibliografia:

“La quarta dimensione”, non in versione italiana, 1909

“Il simbolismo dei Tarocchi”, (in versione italiana è un capitolo di “A new model of Univers”), 1911

“Tertium Organum, una chiave per gli enigmi del mondo” (Astrolabio-Ubaldini, Roma, 1983). Opera molto importante scritta da Ouspensky prima di conoscere Gurdjieff, 1912

“Colloqui con un Diavolo. Due allegorie metafisiche” (Edizioni Mediterranee, Roma, 1983). Il testo russo uscì a San Pietroburgo nel 1916. (introduzione di John. G. Bennett)

“Un nuovo modello dell’Universo“ (Edizioni Mediterranee, Roma, 1991). scritto da Ouspensky tra il 1913 ed il 1929, pubblicato in russo ed inglese nel 1931

Pubblicazioni postume:

“La strana vita di Ivan Osokin” (Rizzoli, Milano, 1982), libro scritto da Ouspensky tra il 1924 ed il 1298, pubblicato nel 1947 in inglese e russo.

“Frammenti di un insegnamento sconosciuto” (Astrolabio-Ubaldini, Roma, 1976). Pubblicato nel 1949, e scritto da Ouspensky tra il 1921 ed il 1923, anche se ci sono delle versioni contrastanti. È diciamo la più notevole e nota opera “di presentazione” della figura e dell’insegnamento di Gurdjieff, avallata ed approvata – pare – da lui stesso. Contiene elementi che non compaiono nelle opere scritte da Gurdjieff , mentre peraltro non ne contiene altri che invece vi compaiono. Con questa opera si è resa possibile la “traduzione” dei contenuti ideologici dell’insegnamento della Quarta Via al mondo Occidentale.

“L’evoluzione interiore dell’uomo. Introduzione alla psicologia di Gurdjieff” (Edizioni Mediterranee, Roma, 1972). Pubblicato nel 1950, raccoglie lavori e saggi di Ouspensky relativi ai suoi studi negli anni ’30

“La Quarta Via. Discorsi e dialoghi secondo l’insegnamento di G. I. Gurdjieff” (Astrolabio-Ubaldini, Roma, 1974). Pubblicato nel 1957 è forse la più significativa raccolta dell’insegnamento orale tratto direttamente dalle conferenze di Ouspensky tra il 1921 ed il 1946.

“Coscienza. La ricerca della verità” (Edizioni Mediterranee, Roma, 1982). Raccolta di alcuni detti e scritti di Ouspensky. Pubblicata a Londra nel 1979

Un nuovo documento. Incontri tra il 1928 ed il 1945. (Astrolabio-Ubaldini, Roma, 1989). Include resoconti raccolti dagli allievi di Ouspensky. Pubblicato a Londra nel 1986

A cura di Antonio Marchi

Fonte: http://www.filosofico.net /ouspensky.htm

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