* RENE’ ADOLPHE SCHWALLER DE LUBICZ *

(1887 – 1961)

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SCHWALLER DE LUBICZ BIOGRAFIA

“Respingi chiunque venga a mendicare ;
Sono poveri la cui impudenza merita solo un’elemosina.
Respingi chiunque non sia della razza che passerà all’altro mondo.
Gli uomini portano tutti visibilmente la loro impronta.
Non temere di essere ingannato dagli impostori,
Essi non sapranno nulla di ciò che è celato se sono impostori
E non potranno vivere al cospetto della luce”.
R. A. Schwaller de Lubicz

René Adolphe Schwaller de Lubicz (Asnières-sur-Seine, 30 dicembre 1887 – Grass, 7 dicembre 1961) è stato un alchimista, esoterista ed egittologo francese.

Infanzia, adolescenza e studi

René Adolphe Schwaller era figlio di un farmacista di origine svizzera-tedesca, Joseph Adolphe Schwaller, residente in Alsazia (che dal 1870 era divenuta tedesca), e di Marie Bernard, di nazionalità francese. Nel 1904, finiti gli studi al Liceo di Strasburgo, per evitare il servizio militare tedesco fugge in Francia e va ad abitare dalla sorella di sua madre ad Asnières, un sobborgo di Parigi. Qui ottiene dei documenti francesi che danno Asnières come suo luogo di nascita (altre fonti danno Strasburgo, dove è quasi sicuramente effettivamente nato) e si laurea in ingegneria chimica all’Ecole Normale Supérieure di Parigi.

Parigi, la guerra, l’esoterismo e l’alchimia

Tra il 1908 e il 1911 frequenta lo studio-accademia di Matisse ove conosce quella che nel 1910 diventerà la sua prima moglie, Marie Marthe Essig, che gli darà un figlio, Guy. Si installano in provincia, a Saint-Rémy-Les Chevreuses, nella Villa Hiéra.

Tra il 1913 e il 1916 aderisce alla Società Teosofica, per la quale terrà diverse conferenze e collaborerà con sedici articoli al giornale Le Théosophe, diretto da Gaston Revel (1880-1939), che diventerà poi organo del “Centre Apostolique” col titolo di L’Affranchi.

Al momento dell’entrata in guerra della Francia nel 1914 è dapprima arruolato come portaferiti e in seguito, su raccomandazione paterna e di alcuni eminenti teosofi, nel servizio chimico dell’esercito a Sarcelles.

A partire dal 1917 Schwaller subisce l’influenza di Assan Farid Dina (1871-1928), un indo-pachistano nipote del maharaja di Lahore, ingegnere, astronomo, assiriologo, autore di opere filosofico-esoteriche firmate con l’acronimo AMA (“Aor Mahomet Alia”, il suo nome iniziatico). Con questo nome Schwaller firmerà uno scritto destinato ai soli “Veilleurs”, intitolato Necessité.

Il 10 gennaio del 1919 l’amico poeta lituano Oscar Vladislas de Lubicz Milosz, lo “adotta” con un’“investitura cavalleresca” trasmettendogli l’anello a sigillo con lo stemma del clan Lubicz, e il diritto di portarlo con la variante “Bozawola” (Volontà di Dio). In seguito a questa “adozione” Schwaller pubblicherà i suoi scritti col nome di Schwaller de Lubicz. Il 4 ottobre 1927 Schwaller, che ha ormai preso il nome mistico di “Aor”, sposerà in seconde nozze una sua discepola, Jeanne Lamy (nata Marie Charlotte Jeanne Germain, vedova dell’amico Georges Lamy, morto accidentalmente nel 1926), in seguito autrice anche lei, col nome mistico di “Isha”, di diversi libri. Ancora oggi è conosciuta con il nome di Isha Schwaller de Lubicz.

Nel febbraio del 1919, al numero 5 bis della rue Schoelcher, nel XIV Arrondissement di Parigi, in un appartamento di Georges Lamy, cominciarono ufficialmente le attività del gruppo iniziatico “Les Veilleurs” (I Veglianti), un gruppo diviso in due ordini, uno esterno e uno interno, da lui fondato assieme a Milosz ed altri amici. Fra le sue molteplici attività, il gruppo esterno dei “Veilleurs” (di cui faranno parte, tra gli altri, il poeta Henry de Régnier, lo scrittore Pierre Loti, il pittore Fernand Léger, il compositore Vincent d’Indy e l’astronomo Camille Flammarion) salva dalla demolizione la casa di Balzac a Boulogne (inaugurata l’11 ottobre 1920 come sede del gruppo), possiede inoltre una scuola, un asilo nido, un centro agricolo, un insieme di studi artistici e di laboratori artigianali di ceramica, vetrate artistiche, arazzi e un centro di solidarietà sociale.

Il circolo interno è d’impostazione esoterica, e prende il nome di Frères de l’Ordre Mystique de la Résurrection o Frères d’Elie. È composto di 12 membri, che prendono un nome mistico e portano una veste rituale di diverso colore, a seconda del loro segno zodiacale. Oltre a Milosz, che ne è il Gran Maestro (col nome iniziatico di “Pierre d’Elie”), ne fanno parte tra gli altri Schwaller (“Sophia Sephiroth d’Elie”), Gaston Revel (“Paul d’Elie”) e Carlos Larronde (“Jacques d’Elie”). La profonda amicizia tra Milosz e Schwaller si incrinerà col tempo per poi spezzarsi nel 1924, con la conversione di Milosz ad una stretta ortodossia cattolica. L’esperienza dei “Veilleurs” durerà poco più di un anno.

A partire dal 1924 a St. Moritz, in Svizzera, Schwaller dà vita alla “Stazione Scientifica Suhalia”, una piccola comunità consacrata alla ricerca scientifica e spirituale e al lavoro artigianale, ispirata in parte al Goetheanum del fondatore dell’antroposofia (Rudolf Steiner), dove svolgerà tra l’altro delle ricerche alchemiche. È in questo laboratorio che Schwaller riuscì ad ottenere i colori blu e rosso delle vetrate della Cattedrale di Chartres senza ricorrere a procedimenti chimici. Mise pure a punto un motore funzionante con carburanti diversi, un nuovo modello di elica e il modello di un battello interamente basato sul numero d’oro, che avrebbe potuto resistere alle più forti tempeste. Ai lavori di Suhalia parteciparono, tra gli altri, anche gli artisti Hans Arp e Mirò.

Nel 1931 lascia la Svizzera e si trasferisce con sua moglie a Plan-de-Grasse, nel sud della Francia, in una proprietà da lui chiamata Lou Mas de Coucagno, dove continuerà le sue operazioni alchemiche con Julien Champagne (1877-1932), illustratore e forse anche autore – con lo pseudonimo di Fulcanelli – di Le mystère des cathédrales (1926) e di Les demeures philosophales (1931).

La coppia farà poi un soggiorno “meditativo” di circa due anni a Palma di Maiorca, in un vecchio monastero dove nel XIIIo secolo visse Raimondo Lullo, rinomato maestro di alchimia, apparentemente per studiarne i manoscritti, ma più probabilmente anche per delle ragioni di ordine politico.

Il Mediterraneo, l’Egitto

La guerra civile che infiamma la Spagna spinge la coppia a lasciare Maiorca. Su di una goletta a due alberi acquistata ad Alessandria e battezzata “Aesios II” Schwaller imbarca la sua biblioteca e parte per una crociera nel Mediterraneo, che durerà due anni, 1938 e 1939. Fa scalo in Algeria e nel giugno del 1939 in Grecia (a Delfi, dove tiene una conferenza), per finalmente arrivare in Egitto, dove si trasferisce a Luxor e si stabilisce con sua moglie e la di lei figlia Lucie Lamy al “Luxor Hôtel” dove, con l’egittologo Alexandre Varille (1909-1951), l’architetto e archeologo Clement Robichon, l’egittologo belga di origine armena Arpag Mekhitarian (1911-2004) e Alexandre Stoppelaere, conservatore dell’area archeologica della Valle dei Re, forma un gruppo di lavoro che sarà chiamato “Gruppo di Luxor”.

Al Cairo dà alle stampe le sue prime opere di egittologia. In seguito alla pubblicazione di Le temple dans l’homme (Il Cairo, 1949) si accende la Querelle des Egyptologues, un dibattito culturale che vede l’egittologia “ufficiale”, rappresentata dal canonico ed egittologo Etienne Drioton (1889-1961) e da Gustave Levebvre (1879-1957), membro dell’Institut, già conservatore del Museo del Cairo (dal 1919 al 1928), opporsi alle tesi “simboliste” di Schwaller de Lubicz et di Varille, difese, tra gli altri, dal filosofo Maurice de Gandillac (1906-2006) e da Roland Barthes (1915-1980). La morte di Varille in un incidente automobilistico il primo novembre 1951 metterà provvisoriamente fine alla polemica, anche perché durante le sommosse del gennaio 1952 al Cairo tutti i libri di Schwaller de Lubicz pubblicati dalla Stamperia Schindler (Eastern Press) andarono quasi completamente distrutti.

La Morte

In seguito al colpo di Stato di Muhammad Naguib e di Nasser nel 1952, Schwaller de Lubicz lascia l’Egitto e ritorna a Plan-de-Grasse, dove muore nel dicembre 1961.

Suo principale contributo all’egittologia

Schwaller de Lubicz evidenziò l’influenza del sacro nell’architettura egizia e pensò di aver riscoperto un sistema di pensiero simbolico elaborato nei secoli dal potente clero egizio.

Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Ren%C3%A9_Adolphe_Schwaller_de_Lubicz

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